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Risolvere il problema del traffico in città è facile! Basta chiudere le scuole...

Anche il cittadino più distratto si sarà accorto che la città è cambiata in modo repentino nel volgere di un solo weekend: a partire da lunedì 11 giugno Verona appare meno congestionata rispetto a com’era fino a venerdì 8, gli spostamenti risultano più facili e veloci e anche l'aria sembra più respirabile nonostante le temperature in salita; in breve, Verona sembra più vivibile, e forse non è solo un’impressione...Ma cosa è successo? Hanno aperto, a nostra insaputa, la mediana, la strada di gronda o il traforo delle Torricelle? E’ resuscitata la compianta tramvia? Hanno portato a regime, come per magia, l’intero piano Winkler? Chi se lo ricorda il “mago” Bernhard Winkler, oggi arzillo ottantottenne?.. Avranno ripristinato, a sorpresa, la navigabilità dell'Adige e ora "burchi" carichi di veronesi stanno solcando le acque del fiume e dei vari canali riaperti per l'occasione?Niente di tutto questo! L'unico cambiamento intervenuto è la fine dell'attività didattiche nelle scuole del primo e del secondo ciclo d’istruzione (pensate, nemmeno in tutte le scuole...) e già sembra di vivere in un’altra città. Sebbene l’avvenimento si ripeta tutti gli anni, non manca di suscitare in noi stupore e sollievo. Allora proviamo a rifletterci meglio. Se gran parte del traffico cittadino è causato dagli spostamenti relativi al periodo scolastico, per risolvere il problema del traffico a Verona, cosa si potrebbe fare nell'immediato?... La risposta ovviamente non può essere quella provocatoria del titolo, banale espediente per carpire l'attenzione del lettore, ma può avere nella semplice constatazione di cui sopra una chiave di lettura utile alla risoluzione - almeno parziale - di un problema apparentemente insolubile, per il quale si brandiscono presunte bacchette magiche e faraoniche opere infrastrutturali, tanto onerose nei costi quanto lunghe nei tempi di realizzazione. L'idea consiste invece nel lavorare intanto almeno sugli spostamenti casa-scuola e sul trasporto scolastico - servizio già esistente ma strettamente circoscritto - per generalizzarlo alle scuole di ogni ordine e grado fino a renderlo universale, quasi obbligatorio: molti motorini e molte auto idealmente “compattati” in singoli scuolabus, tutti gli altri a piedi e in bicicletta su strade finalmente meno pericolose.

Concept per scuola bus presentato al Salone di Ginevra 2018

Contemporaneamente si dovrebbe agire su due fronti: fare una grande opera di promozione e educazione alla mobilità sostenibile nelle scuole e nella cittadinanza - per illustrare gli indubbi benefici - e regolare i limiti della viabilità intorno alle scuole per rendere sconveniente l'uso dei mezzi a motore privati per questi spostamenti. Come dicono gli specialisti, si tratta insomma di iniziare a lavorare seriamente sul mobility management negli spostamenti casa-scuola. Infine delle suggestioni: ad oggi il servizio di trasporto scolastico pesa sulle famiglie per 115-290 euro all’anno circa a seconda delle fasce di reddito, un onere per nulla trascurabile che può essere reso più sostenibile qualora venisse esteso e distribuito sull’intera collettività.Pensiamoci: per gli enti pubblici chiamati ad incentivare e farsi carico di un simile sistema, il costo sarebbe di gran lunga inferiore a qualunque grande opera pubblica di cui la città abbia dibattuto negli ultimi decenni, con in più la possibilità di attingere a progetti di finanziamento statali o europei...E se – ancora – lo scuolabus fosse pure completamente elettrico, ne gioverebbe in maniera sensibile anche la lotta all’inquinamento. Proprio le ridotte percorrenze e i lunghi orari di fermata (di notte e tra l'inizio e la fine delle lezioni) rendono gli scuolabus mezzi ideali per questo tipo di trazione, tanto che alcune delle principali aziende nordamericane del settore stanno concentrando qui gli sforzi per l'elettrificazione dell'intero parco autobus di Stati Uniti e Canada.

Non è ovviamente l'unica soluzione, ma una delle cose da studiare.Pensiamoci, dunque. E se tra qualche giorno lo stupore per la ritrovata fluidità del traffico cittadino cederà il passo alla forza dell’abitudine, mandando in archivio anche queste riflessioni, niente paura!.. Arriverà il 12 settembre 2018 – primo giorno di scuola dell'anno scolastico 2018/2019 – a ricordarci che si può davvero cambiare qualcosa da un giorno all’altro, basta avere un po’ di fiducia nelle idee. COCAI | menti libere per una nuova Verona

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