• COCAI

Lo Statuto di Verona - una lettura critica dell'art. 1

Aggiornato il: 17 nov 2018

Lo Statuto è l'atto normativo fondamentale di ogni Comune, rappresenta il potere di auto-organizzazione e attraverso l'approvazione dello Stato dispone le regole relative all'amministrazione interna, ai fini e ai mezzi per conseguirli.

Piazza delle Erbe vista da Torre Lamberti

L'aggiornamento periodico dello Statuto, avvenuto 16 volte dal 1995, è un atto amministrativo del consiglio, una procedura che non ottiene particolare rilevanza pubblica.


Forse invece è proprio durante quei momenti di revisione che avviene una delle attività politiche più importanti per la città, perché lì si esercita il diritto alla città, si testa il funzionamento democratico delle istituzioni.

È un'occasione per fare il punto sui principi fondamentali e per verificarne la rispondenza con le azioni di chi amministra e di chi è amministrato.


La possibilità di rileggere in chiave critica e costruttiva il nostro Statuto è l'attività che proponiamo a tutti i veronesi e iniziamo subito, dall'articolo 1:


TITOLO I

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1

La comunità veronese e il comune

1. La comunità veronese affida al comune la cura e la rappresentanza del proprio sviluppo, dei propri interessi, della propria crescita e lo impegna a considerare il territorio comunale come bene collettivo e risorsa a disposizione di tutti i cittadini e le cittadine di oggi e di domani, con la consapevolezza di essere depositaria di un singolare patrimonio di civiltà, di tradizioni storiche, artistiche, letterarie e musicali. Con la consapevolezza, altresì, di essere un operoso centro di trasformazione di prodotti e crocevia vivace di interscambi internazionali, la comunità veronese riconosce nelle tradizioni musicali e in quelle artistiche e scientifiche dei musei, delle gallerie, delle biblioteche, delle accademie, sia pubblici che privati, nonché nell'università, nella fiera, le pietre miliari su cui fondare il proprio ulteriore sviluppo economico, culturale, spirituale e civile, per arricchire sempre più la natura di città dinamicamente in relazione con gli altri centri veneti, con le regioni limitrofe e con i popoli europei.

Il primo articolo non è mai stato oggetto di revisione, ergo dal 1995 non sono cambiate le nostre caratteristiche sociali, culturali, economiche...

Viviamo sempre in una città dotata di un singolare patrimonio e siamo consapevoli di essere un centro di trasformazione di prodotti e crocevia di scambi internazionali. Sulla cultura fondiamo il nostro ulteriore sviluppo economico.


Sì, qualcosa è sicuramente cambiato dai tempi della Lira, ad esempio tra le nostre fortune l'economia del turismo è diventata decisamente più importante, altresì tra quegli articoli non si parla esplicitamente di "città della lirica" o "città dell'amore" per fortuna; ma lo spirito di chi ha scritto e approvato quelle righe era, e forse a ragione, animato dalla necessità di mostrare che la nostra comunità fa parte del più vasto panorama internazionale di città storiche votate al progresso.


Corrispondono ancora al vero quelle parole? La retorica della relazione dinamica con gli altri centri veneti, con le regioni limitrofe e l'intero continente in che misura è supportata da corrispondenti azioni politiche?


La nostra posizione strategica raccontata spesso come dato oggettivo e immutabile, ci ha consentito di fare da capofila, di essere veramente punto di riferimento per un macro-sistema geopolitico più vasto?

Oppure il progresso che percepiamo ad esempio guardando le montagne di tir che ci attraversano è solo frutto dell'inevitabile, semplice conseguenza data proprio che da qui, bene o male, ci passano un po' tutti?


Siamo veramente una città culturalmente dinamica?

O piuttosto ci limitiamo sempre di più a proporre pacchetti preconfezionati presi da cataloghi d'arte, convinti che la cultura è vincente solo se crea indotto, qualsiasi cosa che porta tanta gente contemporaneamente a sovraffollare le vie del Centro Storico?


Per ogni domanda sollevata dall'articolo 1 non ci può essere un'unica risposta critica di segno uguale od opposto, ognuno di noi ha una sua idea in proposito e solo la conoscenza di dati oggettivi possono aiutarci a comprendere le dinamiche della nostra società a 23 anni dalla nascita dello Statuto di Verona.

C'è però l'opportunità per i cittadini di farsi un'idea di città futura, partendo dal riconoscimento di ciò che siamo oggi e come vorremmo che fosse la città per le generazioni che verranno.


COCAI - Pierluigi Grigoletti



Vicolo Porta Vescovo. 3

37129, Verona

COCAI@COCAI.LAND

045.8035752

  • Twitter - Bianco Circle
  • Instagram - Bianco Circle
  • Facebook - Bianco Circle

© 2017 COCAITEAM